martedì 21 dicembre 2021

3-9 dicembre BEIRA/Inhamizwa

 

Il giorno 2 è arrivato il mio confratello Bernhard Wernke, un tedesco di 2 metri per 130 chili. Il suo viaggio con la TAP (compagnia di bandiera portoghese) era stato annullato per via della paura della diffusione della variante Omicron e quindi ha dovuto cercare un altro volo che lo ha tenuto in ballo per quasi 24 ore. Tra l’altro il suo arrivo è coinciso con una delle giornate più calde registrate finora a Maputo (quasi 40°) per cui l’impatto è stato notevole.

La mattina del 3 ci siamo subito attivati per presentare alla segretaria della Nunziatura i vari documenti richiesti per il permesso di lavoro e il pomeriggio ho preso l’aereo per Beira. Il giorno 4 infatti, ho concelebrato a un matrimonio dove si è sposata la figlia di un mio collaboratore che avevo unito in matrimonio nella stessa chiesa esattamente trent’anni fa! La cerimonia è durata 2 ore (11-13)e alla fine eravamo tutti esausti per via del caldo atroce, della sete e della fame che cominciava a far brontolare lo stomaco. Il ricevimento è cominciato verso le 17, in un ampio salone dove però le regole sul distanziamento e sull’uso della mascherina in un luogo chiuso sono state ignorate alla grande.

Ho soggiornato nella nostra casa di Inhamizwa, a circa 25 km dal centro di Beira. Lì, il giorno 8, festa dell’Immacolata, abbiamo avuto un incontro di quasi tutti i Padri Bianchi presenti in Mozambico. è stata una bella occasione per incontrare molte facce nuove e rivedee volti conosciuti anni fa. MI ha colpito il fatto che al mio primo arrivo in Mozambico non c’era nessun confratello africano tra di noi mentre ora siamo rimasti, letteralmente, due mosche bianche!


A sx, l'amico Alfredo, fiero papà della sposa


Con l'amico Celestino, nel cortile della casa dei padri a Inhamizwa



A Beira molte case portano ancora le ferite del ciclone Idai del 2019


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