domenica 12 febbraio 2023

Alluvionati e sfollati

Venerdì 10 febbraio, quattro e mezzo del mattino. Vengo svegliato da un bussare frenetico alla finestra. è Egidio, il nostro guardiano notturno che mi avvisa che c’è un movimento di persone che vengono dalla zona bassa vicino al fiume che dista un chilometro in linea d’aria. Dicono che il livello si sta alzando rapidamente e in modo preoccupante. 

Memore dell’allerta diramata oil pomeriggi precedenti e della storia, ripetutaci più volte, del salvataggio dei padri issati con l’elicottero dal tetto nell’alluvione del 2000, balzo dal letto, butto 4 cose in un borsone, sbraito perché i miei due confratelli facciano lo stesso e mi avvio verso una delle due macchine. Il più vecchio, Bernhard, tedesco, 70 anni fra poco, non sembra capire l’urgenza del momento: va a prepararsi un caffè, cincischia, chiacchiera con il guardiano.

Sono già in macchina, dico al giovane da poco arrivato dal Burkina Faso che vada a recuperare Bernhard e il guardiano e che prendano l’altra macchina, alla svelta, e si dirigano verso la chiesa in cima alla collina, punto più alto di tutta la cittadina, a 4 km dalla nostra residenza. Comincia a piovere torrenzialmente e la strada è già sommersa dall’acqua ma in pochi minuti arrivo alla chiesa. Dopo un quarto d’ora arriva l’altra vettura e tiro un sospiro di sollievo ma si apre una sola portiera ed esce solo il tedesco. “E gli altri?” chiedo. “Sono rimasti sul posto per controllare la situazione” mi risponde. Mi esce spontanea una parola che è l’esatto opposto di una giaculatoria.

Bernhard decide quindi di tornare sui suoi passi ma è troppo tardi: il livello dell’acqua si è alzato ad una velocità impressionante e non si passa più. E i nostri non riescono ad uscire di casa perché la corrente è troppo forte e si rischia di essere colpiti dai detriti… per non parlare dei coccodrilli. Aspettiamo l’alba, la pioggia diminuisce e dalla chiesa percorriamo un a paio di chilometri per controllare l’ansa del fiume Umbeluzi attraversata da un ponte su cui passa una delle principali strade di collegamento. Il fiume è diventato un lago e il ponte, se c’è ancora, sarà sotto un paio di metri d’acqua.  /continua 



lunedì 24 ottobre 2022

Prime piogge

Ieri e oggi sono arrivati i primi temporali estivi. In un batter d'occhio sono spariti i nuvoloni di polvere che erano un problema da un paio di mesi a questa parte e il paesaggio ha smesso il suo manto bruno giallastro per ricoprirsi di una copertina verde smeraldo. 

Nei campi sono cominciati i concerti di rane e rospi mentre la terra è tutta un brulicare di vermi e di insetti che sembrano apparire magicamente dal nulla!

lunedì 18 aprile 2022

Buon lunedì dell’Angelo

 

Mi sveglio verso le 7 col ticchettio della pioggia sui vetri. Mi sembra notte fonda ma sono già le sette. Scosto le tende e vedo il cielo plumbeo che non promette un granché per il resto della giornata. Quest’anno, da queste parti, è stato proprio il caso di Natale al sole, Pasqua al fuoco. Piove da tre giorni. Una pioggerella all’inglese che mantiene tutto fresco e verde, creando qualche disagio sulle strade sterrate e nei tratti in riparazione ma niente rispetto ai disastri che questo finale di stagione delle piogge sta creando nella regione del KwaZulu-Natal nel vicino Sudafrica. Quindi oggi a casa, cercando di riordinare un po’ le cose buttate là negli ultimi giorni.

 Sabato santo

Pioviggina fin dal mattino e l’aria è piacevolmente fresca dopo il gran caldo dei giorni scorsi. Mi auguro che le previsioni si sbaglino sugli acquazzoni previsti nella serata ma nel pomeriggio è chiaro che saranno delle cerimonie all’umido.

Sono le 16 e 30 e mi avvio verso la comunità di Pai Américo dove arrivo una mezz’ora dopo.  Sono pochi chilometri ma la strada è piena di buche che non permettono di sperare i 10 all’ora. I catecumeni (15) che saranno battezzati e i ragazzi della prima comunione (7) sono già sul posto con i loro padrini/madrine. Alcuni uomini hanno cercato di issare un telone sulle pareti della cappella in costruzione ma si sono arresi. Non resta altro che occupare la casa che sorge nel cortile che, seppur ampia, a fatica riuscirà a contenere la settantina di persone previste.

Verso le 18, ormai al buio, decidiamo di iniziare. La cerimonia della benedizione del fuoco, sotto una pioggia minuta ma fitta e insistente e un vento che soffia a folate, si rivela più impegnativa del previsto ma nel giro di pochi minuti siamo all’interno della casa, ormai stipata all’inverosimile, e canto il terzo annuncio del Lumen Christi all’asciutto.

Tutto sommato, si procede senza intoppi, cosa non da poco poiché ad ogni momento c’è il rischio di ribaltare qualcosa (il cero pasquale, il leggio e anche il minuscolo altare molto instabile) visto gli spazi angusti. Il preconio è cantato splendidamente dall’animatore della comunità che possiede un bel timbro di voce, i salmi tra le letture un po’ meno ma il Gloria è un’apoteosi in cui il coro, accompagnato dai tamburi, dà il meglio di sé. L’ago dell’apparecchio per misurare i decibel sarebbe schizzato fuori dal quadrante ma nessuno sembra essere minimamente infastidito dalla cosa. Il battesimo si svolge in forma ordinata in tutte le sue parti e la veglia pasquale si conclude dopo circa tre ore. C’è però ancora voglia di far festa e quindi si prosegue fino alle 10 tra canti e una fetta di torta offerta ai neofiti. Poi bisogna caricare in macchina tutte le offerte ricevute al momento dell’offertorio (banane, arachidi, spaghetti, zucchero, sapone in polvere, bibite, cipolle, patate, avocado e farina), salutare e riprendere la via di casa dove arrivo poco dopo le 23. Domenica di Pasqua

Domenica di Risurrezione

Sveglia alle 6. Continua a piovere. Chiamo il responsabile della comunità di Bili che andrò a visitare (distante quasi 40 km) e mi dice che da loro è tutto asciutto. Preparo armi e bagagli e parto alla volta di Bili. Lì non c’è ancora una costruzione ma solo qualche palo conficcato nel terreno, una barriera di lamiere da un paio di lati per proteggerci dal vento e dalle distrazioni della strada che passa a lato della proprietà. Nella notte sono riusciti a issare un telone sull’intelaiatura posticcia che dovrebbe proteggerci in caso di pioggia.  In effetti, non ce n’è bisogno perché sebbene il cielo minacci, non cade nemmeno una goccia. I battezzati sono 14, dai 13 ai 22 anni e 4 prime comunioni (14-20). La liturgia è molto festosa, i canti e le letture ben preparati e tutto si svolge alla meglio, facilitati anche dallo spazio che permette i vari movimenti. Alla fine della cerimonia ci sono le foto di rito e l’invito a rimanere perché la comunità ha preparato una piccola refezione per i festeggiati e i loro parenti più stretti. Il pranzo è molto semplice: pollo arrosto freddo, riso, una specie d’insalata rape rosse e maionese e fagioli. Al tavolo delle autorità gira anche una cassa di birra locale chiamata Txilar (pron: cilar). C’è anche il taglio di una magnifica torta sempre accompagnata da canti e danze.  

Sono passate le 3 quando comincio a salutare i presenti. Una delle ragazzine battezzate insiste perché vada a casa sua per assaggiare l’anatra preparata dalla mamma per continuare la festa tra le mura domestiche. Ringrazio per l’offerta ma oltre a non aver appetito comincio anche a sentire un po’ di stanchezza. Vedo la delusione sul  viso della ragazzina e allora le prometto che assaggerò il piatto della mamma in una prossima occasione. La vedo partire contenta, con due amichette, correndo e danzando sul sentiero sabbioso che porta verso casa...

sabato 16 aprile 2022

Buona Pasqua

 

Scrivo queste righe  la mattina del sabato santo. Tutto tace attorno alla nostra casa. Spira una brezza tesa e fresca. Che contrasto con il caldo torrido di ieri terminato con un gran temporalone che ha rovesciato un’enorme quantità di pioggia e anche della grandine in alcune zone!

Giovedì mattina sono andato in cattedrale per la messa crismale con l’arcivescovo. Era da anni che non vi mettevo piede e me la ricordavo buia, sporca e con le vetrate ancora mezze in frantumi in seguito all’esplosione dell’arsenale di Maputo nel 2007. Che bella sorpresa invece trovare l’edificio luminoso, pulito e ordinato. Senz’altro buona parte del merito va all’attuale parroco, don Giorgio Ferretti, un fidei donum della diocesi di Frosinone, incaricato della parrocchia della cattedrale dal 2017.

La chiesa era gremita. Tantissimi i sacerdoti concelebranti, molti dei quali non sono però  coinvolti nella pastorale ma bensì nell’amministrazione e formazione. Tanti anche i religiosi, le religiose, i giovani provenienti dai vari seminari e case di formazione e molti laici

Dopo il pranzo offertoci  dall’arcivescovo sono rientrato alla base e verso le 17.30 mi sono avviato su una strada sterrata che ha messo a dura prova gli ammortizzatori.( In effetti sto pensando di scrivere alla Toyota per offrirmi come collaudatore dei loro mezzi sulle nostre strade. Chiedo solo un mezzo nuovo ogni sei mesi e il mio tempo ce lo metto gratis! 😀 ) Dopo solo dieci chilometri, che hanno richiesto però più di mezz’ora, arrivo in una piccola comunità, una delle 20 che costituiscono la nostra parrocchia. Le persone, una trentina, sono assiepate nella piccola cappella dedicata alla Madonna del Rosario. Sono le 18 e si sta facendo buio. Dentro ci si vede a malapena. Chiedo se c’è un problema con l’impianto elettrico e mi rispondono che mancano i soldi per comperare la ricarica (in pratica funziona come una ricarica per il cellulare). Si procede quindi al lume di candela e delle lampadine dei cellulari. All’offertorio conto le monetine che mi vengono portate in un cestino. Diciassette meticais, pari a una ventina di centesimi. Di questo passo non ci saranno nemmeno i fondi per comperare le candele.

È una messa in coena domini agli antipodi della celebrazionein cattedrale qualche ora prima ma l’impegno che ci mettono è commovente. Cantano tutti e il piccolo edificio risuona delle melodie intonata nella lingua locale.

Il venerdì santo inizia con un gran caldo. Sono di turno alla sede centrale e la mattina facciamo le prove della Passione con i chierichetti. Si decide che si farà tutto all’aperto per l’enorme afflusso di persone che si prevede e per via della canicola. Alle 15 in punto il cortile della chiesa è già pieno. La cerimonia si svolge in forma ordinata e raccolta. Al termine mi fermo per le confessioni, insieme a due altri preti. Ne abbiamo fino alle 20 e torniamo a casa non tanto stanchi per le attività ma cotti dalla calura. Mentre mi sto guardando la Via crucis al Colosseo via internet scoppia un gran temporale. La luce se ne va ma sul cellulare il segnale rimane e così posso seguire la via crucis fino alla fine.

Oggi avremo battesimi di ragazzini e adulti e prime comunioni in 4 comunità. Domani in altre due, per un totale di circa 150 battesimi  e 40 prime comunioni. Ci saranno canti, danze, tanta allegria e un po’ di sana confusione. Tutto rigorosamente sotto il cielo stellato e al chiaro di luna. Sperando che Giove pluvio stasera se ne stia tranquillo.

Auguri vivissimi di una Santa Pasqua

giovedì 7 aprile 2022

Settimana santa

 

Oggi 7 aprile è vacanza in Mozambico. Si celebra il giorno della donna mozambicana. Fin dal mattino presto si vedevano gruppi di donne , molte vestite nei loro panni sgargianti che qui chiamano capulana. Fra poco più di una settimana sarà Pasqua e mi accorgo che sono ormai trascorsi due mesi dall’ultima entrata su questo mio diario che ormai si sta trasformando in bimestrale.

È stato un periodo caratterizzato da un gran caldo ( o almeno così l’ho percepito) e dalla quasi totale assenza di piogge che sembrano aver esaurito il loro carico poco dopo la prima metà di gennaio. Solo negli ultimi giorni sono arrivati degli acquazzoni e un po’ di refrigerio.


Dal 20 febbraio, con Bernhard (il confratello tedesco), siamo stati ufficialmente presentati come i nuovi parroci di Boane (cittadina e distretto). La situazione che abbiamo ereditato necessita di una revisione generale, visti i danni e le complicazioni causate dalla pandemia del Covid che ha permesso solo di muoversi con le marce ridotte e neanche in maniera regolare. Con l’aiuto degli altri due padri che hanno fatto da supplenti nel biennio passato stiamo cercando di ricostituire quelle commissioni che sono indispensabili per il buon funzionamento di una parrocchia così grande: catechesi, finanze, famiglia, pastorale sociale e liturgia. Al momento l’attenzione è rivolta soprattutto agli eletti, cioè a quei catecumeni che stanno per finire il loro cammino di preparazione ai sacramenti durato 3 anni e che saranno battezzati a Pasqua. Delle 21 comunità che compongono la parrocchia, 8 hanno dei catecumeni per un totale di circa 150 battesimi la notte di Pasqua e il giorno dopo. A questi si aggiungono una quarantina di prime comunioni. Come spesso capita, i nodi appaiono quando si applica il pettine alla capigliatura e in alcuni casi si tratta di fare una cernita che si doveva effettuare tempo fa.

La casa dove viviamo  (siamo entrati a fine gennaio) è quasi apposto ma bisogna sempre stare all’erta. Stamattina mentre montavo le tende nella stanza degli ospiti ho notato un mucchietto di terra in un angolo e ho temuto subito il peggio. Termiti! E infatti dietro tutto lo zoccolino lungo un’intera parete le bestioline erano al lavoro da qualche giorno e oltre ad aver lasciato intatta solo la vernice del battiscopa, avevano sostituito il legno con la terra che, una volta raccolta, ha riempito mezzo secchio.

Certo, i problemi veri sono ben altri, ma cosa si può fare di fronte alle catastrofi ricorrenti, provocate o “naturali”? La guerra civile nella provincia più a nord, quella di Cabo Delgado, continua a fare morti e a creare sfollati, malgrado l’intervento delle truppe del Ruanda e di una coalizione a livello regionale; la fine della stagione delle piogge si avvicina e con essa il costo dei danni provocati dai cicloni e dalle alluvioni: per dirne una: 6mila km di strade sono stati spazzati via dall’acqua negli ultimi mesi; la vita è sempre più cara: da quando sono arrivato in ottobre a oggi la benzina ( e i vari combustibili) è aumentata del 20%. Il prezzo adesso è di 77,39 meticais al litro, pari a un euro e 10cent. A buon mercato, se si paragona ai prezzi oravigenti in Europa, ma molto cara in rapporto alle tasche locali. Alcuni alimentari e generi di prima necessità hanno subito risentito di questi rincari e come sempre anche chi specula senza scrupoli si è subito dato da fare. Fatto sta che a corto raggio si intravedono sviluppi poco rassicuranti. Molta gente conosce bene le cause della situazione che stiamo vivendo e sa quello che non va e che andrebbe cambiato ma oramai prevale la tendenza a farsi gli affari propri e a tenere la bocca chiusa. Troppi tentativi di cambiamento sono stati vanificati da chi trae vantaggio che le cose continuino in un certo modo  e troppa gente che si è esposta dicendo quello che pensava è stata punita, anche con la morte.

Domenica chi andrà in chiesa ascolterà la narrazione della passione del Signore.  Mi torna alla mente la celebre frase di Pascal a proposito del Getsemani: «L’agonia di Cristo durerà fino alla fine del mondo. Non possiamo dormire in tutto questo tempo». Il dolore del mondo non può farci paura ma nemmeno farci girare dall’altra parte: lasciamoci toccare, almeno in parte, dalle sofferenze di gran parte  dell'umanità e chiediamoci cosa possiamo fare per alleviarlo dentro il limite delle nostre possibilità.

Buona settimana santa